Patente per l’uso di Internet

A volte mi capita di vedere online personaggi che usano Internet con una superficialità disarmante. Mi riferisco alle persone che usano questo potente strumento di comunicazione senza pensare minimamente a quello che comunicano (ed alle conseguenze del loro comportamento).

Facebook è un ottimo campo di studio per questo fenomeno; proprio grazie al fatto che viene usato da persone della più variegata fattispecie; studenti, disoccupati, professionisti, casalinghe, impiegati e chi più ne ha più ne metta. Il gruppo degli utenti “superficiali” non trova una corrispondenza esatta in qualcuna di queste categorie; è un “partito” trasversale.

Personalmente trovo molto fastidioso ricevere messaggi (quasi sempre inoltrati) inviati senza un minimo di analisi critica; come quando via email riceviamo “catene di Sant’Antonio” sui più inverosimili argomenti: emergenze mediche, possibilità di guadagno ecc. Fortunatamente sembra che il fenomeno via email sia diminuito notevolmente negli ultimi anni (almeno io ne ricevo molte di meno di una volta). Ma è forse dovuto al fatto che ora le persone usano molto più Facebook che la posta elettronica per comunicare.

Il problema non si limita al solo fastidio che queste comunicazioni possono creare a me, ma alle conseguenze che le stesse possono avere, sia nei confronti di terzi che nei confronti di chi invia o inotra i messaggio in questione.

Faccio qualche esempio per capirci meglio. Il 25 Agosto 2011 vedo girare questo messaggio:

“GLI HACKERS STANNO FACENDO DANNI NUOVAMENTE SU FACEBOOK!!! STANNO METTENDO FILMATI PORNOGRAFICI A NOSTRO NOME NELLE BACHECHE DEI NOSTRI PROFILI SENZA CHE NOI CE NE POSSIAMO ACCORGERE…NOI NON LI VEDIAMO, MA LE ALTRE PERSONE SI, COME SE FOSSE UNA NOSTRA PUBBLICAZIONE, A VOLTE APPARE PERSINO UN NOSTRO SUPPOSTO COMMENTO. SE VEDETE UNA COSA SIMILE NELLA MIA BACHECA AVVISATEMI E NON APRITELO PERCHE’ E’ UN VIRUS…COPIATE E PASSATE PAROLA”

Se io chiedessi a chi lo ha inoltrato di spiegarmi nel dettaglio cosa succede non saprebbe dirmelo. Mi risponderebbe solamente che gliel’ha detto un amico. Ovviamente nessuno saprebbe spiegarmi nel dettaglio il messaggio; si tratta semplicemente di un passaparola che fa leva sull’ignoranza delle persone (e sulla sensibilità che le stesse hanno per la tematica della pedofilia – tematica usata spessissimo in questo tipo di messaggio). Nel caso specifico ritengo che l’unico problema di questo messaggio si a quello di trovarsi le bacheche intasate di allarmi inutili e provi di  fondamento.

Ma ci sono casi in cui il problema non si limita a questo; ad esempio:

a tutti gli amici di facebook nn accettate richieste da un tizio ke si chiama alessandro xxxxxxxxx e un pedofilo cerca di rubare dal vostro profilo le foto dei vostri figli anzi segnalatelo e stato anke segnalato dalla polizia postale copia e incolla

Ho sostituito il cognome della persona citata con xxxxxxxxx per i motivi che spiegherò ora.
Questo messaggio (e simili) sono pubblicati da migliaia di utenti ogni giorno. Sono certo che nessuno di loro abbia verificato la veridicità del messaggio prima di pubblicarla; anche perchè, se anche fosse vera, nessuno potrebbe verificarla visto che si dice che è stato segnalato alla polizia postale (quindi ancora nessuna indagine, nessun processo, nessuna carta).

Chi invia questo messaggio però rischia di cadere nel reato di diffamazione e molto probabilmente non se ne rende conto. Il tizio in oggetto (sopratuttto se univocamente identificato – e ce ne sono di casi in cui ciò avviene), potrebbe a mio avviso denunciare per diffamazione chiunque invii o inoltri questo messaggio.

Stesso discorso vale per i prodotti. Ad esempio

Il latte ha una scadenza.
Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato.
Questo processo PER LEGGE può  essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà  quante volte? Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES. 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri.
Attenzione tutto lo scatolone avrà  ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca.

Il messaggio in questione non riporta la denominazione di alcuna società. Ma ci sono stati casi in cui venivano citati prodotti o società specifiche (non entro nel merito delle campagne di boicottaggio delle varie aziende perchè non è questo il tema di questo articolo). Una volta avviato il tam tam il danno per le società è enorme e diventa praticamente impossibile recuperare la situazione. Non riesco ad immaginare che ci siano tanti utenti disponibili a diffondere una smentita di una bufala; almeno non tanti quanti quelli invece pronti a pubblicarla senza nessuna verifica.

Personalmente ho spesso scritto a chi pubblicava tali notizie che si trattava di notizie senza alcun fondamento, ma ora che ho scritto questo articolo gli manderò direttamente il link. Magari qualcuno leggerà tutto l’articolo ed “evangelizzerà” a sua volta gli altri.

Altrimenti inventiamoci un esame a cui gli utenti dovranno sottoporsi per usare internet in maniera consapevole. :)

Ps: ieri sera parlavo con un amico dell’articolo che stavo scrivendo; ci è passato per la mente anche questo: una persona potrebbe, da un account creato anonimamente, inviare un post, simile a quelli riportati in questo articolo, diffamatorio  nei propri confronti. Aspettare che qualche migliaio di persone lo condivida e poi denunciare tutti per diffamazione. Potrebbe diventare ricco :)

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